EAN:
9788804807278
Autor:
Wydawnictwo:
Rok wydania:
2026
Oprawa:
broszurowa
Strony:
592
Cena sugerowana brutto:
139.00zł
Stawka vat:
5%
Ambientato tra Singapore e Torino, il nuovo romanzo di Gianluca Gotto e il racconto potente e sincero di un uomo che, dopo aver tentato in tutti i modi di tenere a distanza la vita - con la sua meravigliosa imperfezione e la sua preziosa e a volte dolorosa imprevedibilita -, scoprira che stare bene puo essere semplice come giocare a mangiare il vento.
"Quella sera mi aveva insegnato una cosa: a godere delle cose piacevoli senza pensare che finiranno. Perch se la paura di soffrire dopo ti frena prima ancora di iniziare, allora la tua vita non puo contemplare tramonti, viaggi, sogni, concerti, legami. Non puo contemplare niente di cio che finisce. E dunque non puo contemplare niente di cio per cui ha senso vivere."
Il protagonista di questo romanzo e cresciuto convinto che "casa" possa essere il posto piu pericoloso al mondo e che non possa esistere amore senza paura e sofferenza.
Ora pero, dopo anni di vagabondaggio e di ricerca spirituale, vive a Singapore in un equilibrio all'apparenza perfetto: tai chi all'alba, lavoro da ghostwriter nei caf della citta, arrampicata in palestra. Conosce a memoria il Dhammapada e si comporta secondo i suoi principi, come un monaco fuori dal tempio. E quando il mondo cerca di turbarlo, si chiude nella sua stanza del vuoto e medita finch non ha lasciato andare ogni sentimento negativo. Sembra esserci riuscito, a tagliare il filo che lo legava alla violenza e al dolore della sua infanzia. Sembra aver spezzato il suo karma familiare, come gli aveva promesso un guru in un ashram indiano.
Finch una notte, nell'ascensore di un hotel, incontra Giorgia. Impulsiva, disordinata, incapace di stare da sola, Giorgia rappresenta tutto cio che lui ha voluto escludere dalla sua vita: le emozioni, il caos, il desiderio, le cose troppo umane, troppo vive. L'amore. E anche se quell'incontro finisce nel modo piu inaspettato, nelle sue convinzioni si apre una crepa: a cosa serve dimenticare il dolore del passato se questo significa rifiutare di vivere il presente?